Lunedì 11 aprile 2016, presso la facoltà di Scienze Politiche, Economiche e Sociali, riprenderanno i corsi di Sociologia della Criminalità Organizzata (VIII^ ed.) e di Sociologia e Metodi dell’Educazione alla Legalità (II^ ed.) del professor Nando dalla Chiesa, i primi due corsi universitari introdotti in Italia dedicati allo studio del fenomeno mafioso e dei movimenti e delle forme di prevenzione e contrasto.

Sociologia della criminalità organizzata
Lunedì, martedì e giovedì, ore 8.30-10, aula 12, dall’11 aprile a giovedì 26 maggio. 6 crediti formativi.

Il primo corso universitario introdotto nella storia dell’università italiana per studiare istituzionalmente il fenomeno della criminalità organizzata è giunto oramai alla sua ottava edizione.

Obiettivi generali dell’insegnamento: studio in chiave comparata della storia sociale delle tre principali organizzazioni criminali italiane (mafia, camorra, ‘ndrangheta) e analisi dell’impresa mafiosa; superamento degli stereotipi sul fenomeno mafioso (in particolare, al Nord) e della prospettiva giudiziaria impostasi nel vuoto di analisi scientifiche, di inchieste giornalistiche e di consapevolezza delle istituzioni politiche ed economiche; approfondimenti attraverso seminari interni al corso e testimonianze di primo piano della lotta alla mafia in Italia.

Frutti del corso. Iniziative e progetti di ricerca correlati:
– Crescita di una nuova e vasta comunità scientifica composta da giovani laureati che, dal 2009, producono numerose tesi di laurea; dal 2013, con la nascita di Cross (Osservatorio sulla Criminalità Organizzata) prendono parte a importanti progetti di ricerca promossi da istituzioni pubbliche e imprese private sul fenomeno mafioso in Italia e nel Mondo (Commissione Parlamentare Antimafia, Miur, Regione Lombardia…); partecipano a convegni nazionali e internazionali e a lezioni pubbliche.
– Creazione della prima rivista accademica specializzata – “Rivista di Studi e Ricerche sulla Criminalità Organizzata” – volta a promuovere un mutamento degli orientamenti e dei paradigmi sinora impiegati e valorizzare la produzione scientifica di esperti ma anche giovani studiosi e ricercatori affinché la conoscenza prodotta possa essere un valido strumento a disposizione della società e delle sue istituzioni, politiche e formative, giudiziarie e investigative.
– Sensibilizzazione civile promossa dalle associazioni studentesche nate sull’onda dell’entusiasmo di alcuni allievi del corso (Stampo Antimafioso, WikiMafia, UniLibera Milano);
– Partecipazione a un progetto culturale in collaborazione con il Piccolo Teatro di Milano che ha portato alla scrittura e messa in scena di due spettacoli teatrali di successo “E io dico No. Ogni notte ha un’alba” (2014) sul fenomeno mafioso e “5 centimetri d’aria. Storia di Cristina Mazzotti e dei figli rapiti” (2015) sui sequestri di persona in Lombardia.

N.B. L’insegnamento è curricolare nel corso di laurea triennale in Scienze sociali per la globalizzazione (GLO) ma può essere inserito nel piano di studi anche come insegnamento a scelta libera.

 

Sociologia e Metodi dell’Educazione alla Legalità
Lunedì e martedì, ore 16.30-18, aula 23, dall’ 11 aprile a lunedì 20 giugno. 6 crediti formativi.

Introdotto grazie a un protocollo innovativo realizzato nel 2014 tra il Ministero dell’Istruzione e l’Università degli Studi di Milano, è il primo corso universitario che si propone di trasformare in oggetto di studio accademico le moltissime (e diversissime) esperienze di educazione alla legalità realizzate in Italia per contrastare le culture e presenze criminali. Il corso intende rivolgere lo sguardo non solo al mondo scolastico ma anche agli istituti di detenzione e ai centri per la giustizia minorile, con l’obiettivo di costruire su basi nuove i percorsi che portano giovanissimi e adulti all’incontro con la legalità. Scienza nuova che va costruita passo passo sulle tante esperienze pratiche che soprattutto nei luoghi di frontiera vengono realizzate e che, pertanto, sceglie di ispirarsi e trarre insegnamento da grandi pensatori e intellettuali del passato e del presente. Si ragionerà, così, di società, etica e spirito pubblico grazie a Tucidide, Machiavelli, Leopardi, Gramsci, Kelsen, Pasolini, Bobbio  e Bourdieu. Su queste premesse fonderemo il corso per arrivare poi a parlare del rapporto storico tra lo Stato italiano e la mafia, dell’eterno conflitto nazionale con la legalità, di educazione antimafia, dei grandi testimoni civili che hanno fatto la storia e illuminato sui metodi educativi adeguati.

Per tutte queste ragioni, il corso si propone programmaticamente come punto di raccordo del mondo della scuola più impegnato sui temi della legalità ma anche come punto di incontro per associazioni, gruppi, volontari, educatori ed aspiranti educatori.

Pur essendo alla sua seconda edizione, il corso inizia già a far registrare alcune ricadute sul piano accademico e sociale, esperienze di speciale rilevanza culturale e civile. Ne è un esempio lo spettacolo “L’infanzia dell’alta sicurezza” , del regista teatrale Mimmo Sorrentino, interpretato da detenute della sezione di massima sicurezza del carcere di Vigevano e andato in scena il 4 marzo 2016 presso l’aula magna della Statale.
Un ulteriore risultato gemmato dal corso è testimoniato dal seminario che si terrà tra settembre e ottobre 2016. Il laboratorio, costruito con fonti orali di eccezione che affronteranno il tema dei rapporti tra etica e società, consentirà l’incontro con il pensiero di importanti testimoni di quest’epoca.

N.B. L’insegnamento è curricolare nel corso di laurea triennale in Scienze politiche (SPO) ma può essere inserito nel piano di studi anche come insegnamento a scelta libera.