L’ “Osservatorio sulla Criminalità Organizzata” dell’Università degli Studi di Milano è il punto di arrivo di un intenso impegno quinquennale svoltosi presso la Facoltà di Scienze Politiche (oggi Scienze Politiche Economiche e Sociali) sui temi del crimine organizzato. Iniziato nell’anno accademico 2008-2009 con il corso di Sociologia della criminalità organizzata (il primo nella storia dell’università italiana), questo impegno ha suscitato da subito l’attenzione e la partecipazione degli studenti, non solo di Scienze politiche, generando decine di tesi di laurea triennali e magistrali ogni anno.
Nell’anno 2009-2010 sono sorti i primi laboratori (quello interdisciplinare con la Nuova accademia di belle arti su sociologia della criminalità organizzata e arti visive;  quello di giornalismo antimafioso).
Nel settembre del 2011 è stata tenuta la prima Summer School on Organized Crime, ormai diventata un appuntamento fisso per studiosi e appassionati della materia, che mobilita decine di docenti di università italiane e straniere e viene dedicata ogni volta a un tema diverso (2011: “L’impresa mafiosa”; 2012: “La tassa mafiosa”; 2013: “Talenti antimafiosi”).
Nel 2012-2013 è stato istituito il corso di specializzazione post-laurea in “Scenari internazionali della criminalità organizzata” (uno dei due corsi post-laurea offerti dalla Facoltà), organizzato dal Dipartimento di Scienze sociali e politiche con la collaborazione del Dipartimento di Studi internazionali, storici e politico-giuridici. Sempre nel 2012-2013 è stato aperto il corso progredito di Sociologia della criminalità organizzata, che si è andato ad aggiungere al corso base, sviluppando gli aspetti metodologici della disciplina.
Nell’anno accademico 2013-2014 ha preso invece il via l’esperienza dell’Università itinerante sul tema “La legalità difficile”, che arricchisce l’offerta dei laboratori e introduce un metodo didattico e formativo alternativo e complementare a quello d’aula.
Sempre nel 2013 si sono gettate le basi per istituire dall’anno accademico 2014-2015 un corso di Sociologia e metodi di educazione alla legalità.
A queste attività didattiche vanno aggiunte alcune iniziative speciali:
a) la giornata de “La meglio gioventù”, organizzata ogni febbraio per presentare alla città, alla presenza di autorità istituzionali e civili, le migliori tesi dell’anno precedente;
b) “la nave della legalità” del 23 maggio, ossia la nave “Falcone” organizzata dal Ministero dell’Istruzione e dalla Fondazione Falcone per portare a Palermo in quella data, da tutta Italia, le scolaresche più impegnate sui temi della legalità, e in cui dal 2013 gli studenti dei corsi di Sociologia della criminalità organizzata svolgono un ruolo di tutorship ;
c) le collaborazioni con alcuni teatri milanesi, tra cui va segnalato in particolare il progetto di realizzazione in corso di uno spettacolo sulla mafia con il Piccolo Teatro, con la decisiva partecipazione di rappresentanze studentesche;
d) la promozione di seminari e convegni specialistici, specialmente dedicati agli insegnanti, ma anche offerti a un pubblico più vasto come il seminario popolare su “L’Italia civile dei don: da don Milani a don Ciotti” del gennaio-febbraio 2014;
e) una ricca fioritura di associazioni studentesche, tra cui in particolare il sito www.stampoantimafioso.it (ormai il sito più affermato sulle organizzazioni mafiose in Lombardia), WikiMafia, libera enciclopedia sulle mafie, e il movimento Onda Antimafiosa; a queste esperienze studentesche il Comune di Milano ha affidato un ruolo di primo piano sia nel Forum sulle politiche giovanili sia nelle due edizioni realizzate del Festival dei beni confiscati.
Nel novembre 2013, infine, il Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche ha firmato un protocollo triennale di collaborazione con il Ministero dell’Istruzione proprio sui temi dell’educazione alla legalità e dello studio, anche a scopo preventivo, della criminalità organizzata.
L’Osservatorio si pone dunque come il punto di maturazione di un’ampia e intensa attività di insegnamento, di studio, di ricerca, di partecipazione. Valorizza un articolato rapporto costruito negli anni con studiosi e ricercatori italiani e stranieri. E’ dunque in tal senso soprattutto una comunità scientifica; e in questa sua natura sta senz’altro un forte, inconfondibile tratto di originalità rispetto ad altre esperienze di Osservatori o di Centri di ricerca.