E’ la tappa più recente nello sviluppo degli studi sulla criminalità organizzata presso la Facoltà di Scienze Politiche Economiche e Sociali dell’Università degli Studi di Milano. Il corso intende trasformare per la prima volta in oggetto di studio accademico le moltissime (e diversissime) esperienze di educazione alla legalità realizzate in Italia per contrastare le culture e presenze criminali.

Il Corso si prefigge a) di esplorare le radici del deficit di spirito pubblico e di virtù civiche che segna la storia italiana nel contesto europeo, proponendo una rilettura critica di differenti contributi del pensiero politico e sociale, da Machiavelli a Bobbio, da Leopardi a Pasolini;  b) di definire i contesti storici, sociali e culturali in cui sono nati e si sono realizzati in Italia i più significativi filoni di promozione della cultura civica e del principio di legalità; c) di analizzare le differenti caratteristiche, ispirazioni e modalità di sviluppo, anche conflittuali, di tali filoni. Intende in particolare spiegare sotto quali urgenze storiche, con  quali paradigmi pedagogici, quali protagonisti e quali effetti sulla società italiana sia cresciuto dalla seconda metà del Novecento un movimento culturale e formativo dotato di un’alta specificità nazionale e di uno specifico valore simbolico nel contrasto della corruzione e della criminalità organizzata.

Conoscenza e comprensione (knowledge and understanding). Il corso mira a fornire una approfondita conoscenza e comprensione delle debolezze e delle ambiguità dello spirito civico italiano, e delle correnti culturali che si sono adoperate con approcci differenti a combatterle e superarle.

Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding). Lo studente viene formato ad acquisire la capacità di valutare le ispirazioni, i contesti e le criticità delle esperienze educative innovative che incontra via via nel corso, con riferimento a differenti ambiti di socializzazione e risocializzazione (scuola, associazionismo, carceri, ecc.)

Autonomia di giudizio (making judgements). Il corso intende trasmettere allo studente lo spirito critico che gli consenta di cogliere nella loro complessità i rapporti tra debolezze della cultura civile e fenomenologie criminali, e di riconoscere nel proprio tempo le correnti e gli atteggiamenti culturali in grado di influenzare questi rapporti.

Abilità comunicative (communication skills). Il corso prevede numerose occasioni di discussione partecipata in aula e la redazione di riflessioni scritte, specie a corollario delle testimonianze esterne. L’obiettivo è di stimolare nello studente l’elaborazione autonoma di concetti sufficientemente precisi e l’attitudine ad attingere con proprietà a campi semantici diversificati e confinanti.

Capacità di apprendere (learning skills). Il percorso esplorativo che caratterizza il corso sviluppa un orientamento all’apprendimento comune di docente e studente, così da fare maturare in quest’ultimo, attraverso il confronto d’aula e la sintesi finale del docente, la capacità di ascoltare esperienze nuove e diverse, compararle tra loro e trarne spunti di rilievo teorico generale.

6 crediti

Titolare prof. Fernando dalla Chiesa

Cultrici della Materia:

Dott.ssa Valeria Biasco, Dott. Mattia Maestri, Dott.ssa Martina Mazzeo