Si è svolta dal 15 al 20 settembre l’ottava edizione dell’Università itinerante promossa dal corso di Sociologia della criminalità organizzata, esperienza di ricerca sul campo nei luoghi della “legalità difficile”. Questa volta il territorio esplorato è stato il Salento, con specifico riferimento alle province di Brindisi e Lecce, teatro della storia della Sacra Corona Unita e della nascita di altri clan minori.
Guidati dal professor Nando dalla Chiesa, i partecipanti (38, in gran parte studentesse, prevalentemente di Scienze politiche ma anche di giurisprudenza, mediazione linguistica, filosofia, e in due casi provenienti da università tedesche) hanno incontrato esponenti del mondo giudiziario, della politica e dell’amministrazione, della scuola e dell’università, dell’associazionismo antimafia e della chiesa locale, giornalisti e familiari di vittime. Hanno visitato il bene confiscato di Mesagne (capitale della storia della Sacra Corona Unita), in provincia di Brindisi, e il grande parco naturale di Porto Selvaggio, la cui difesa dalla speculazione edilizia nel 1983 costò la vita alla giovane assessora alla cultura di Nardò Renata Fonte. Hanno visitato anche la Lecce barocca e l’area delle colonne romane marine di Porto Cesareo. Ogni giornata è stata conclusa dal classico seminario notturno di rielaborazione di quanto ascoltato e visto durante la giornata.

Come in molte precedenti esperienze anche questa edizione ha suscitato l’attenzione della stampa e delle autorità locali. La speciale unità didattica dell’Università degli Studi di Milano, fra l’altro, è stata ricevuta nell’aula del Consiglio comunale di Lecce dal sindaco Carlo Salvemini, nell’aula magna del Palazzo di Giustizia di Lecce dal neopresidente del Tribunale Lanfranco Vetrone e dallo storico procuratore antimafia Cataldo Motta. Mentre è stata visitata per un apposito incontro serale nel proprio luogo di soggiorno (il monastero dei padri comboniani di Cavallino) dal procuratore generale di Lecce Antonio Maruccia.

(tratto dal sito del dipartimento di Studi Internazionali, Giuridici e Storico-Politici, www.intgiurpol.unimi.it)

L’Università Itinerante è un’esperienza didattica, accademica e scientifica, ma anche civile e umana. Di seguito il pensiero di una delle partecipanti, Matilde Bisato: «Il progetto dell’Università Itinerante significa ritrovarsi con persone che condividono i tuoi stessi interessi e le tue stesse curiosità, che si ritrovano a discutere e a confrontarsi fino a tarda notte nonostante la stanchezza. Significa avere la possibilità di interagire a livelli profondi e personali con chi ti sta di fronte; poter ascoltare testimonianze dirette, e in questi racconti poter cogliere ciò che un libro non può comunicarti, il tono di voce di chi racconta, le sue pause, i suoi sguardi. La possibilità di poter vivere un’esperienza universitaria al di fuori delle aule scolastiche, di poter imparare qualcosa al di fuori dello schema classico della lezione frontale è stata per me un’esperienza estremamente formativa non solo dal punto di vista didattico ma anche dal punto di vista umano».